In una calda estate di qualche anno addietro, un amico appassionato di fantasy mi prestò tre libri che in diverse occasioni gli avevano reso più tollerabili le serate afose siciliane durante il periodo adolescenziale. Si trattava della trilogia di romanzi “Orcs” di Stan Nicholls, una serie improntata sulle gesta di una compagine di orchi, curiosamente presentati molto più nobili d’animo rispetto agli esseri umani, spietati invasori al pari dei “Conquistadores” di Cortés.

Un punto di vista interessante che si distaccava notevolmente dal fantasy classico “Sword and Sorcery” dove gli orchi sono in genere barbari e malvagi, e che mi colpì parecchio, facendomi letteralmente “divorare” i tre libri.

Il ricordo di questa serie mi ha fatto venire in mente tutte quelle discussioni sull’origine degli orchi, attribuita a J.R.R. Tolkien, almeno per quanto riguarda il loro aspetto attualmente diffuso nel mondo fantasy.

Per sua stessa ammissione, il padre del fantasy moderno avrebbe attinto parecchio dalla Saga di Beowulf. Ciò ha dato vita a parecchie speculazioni sull’origine nordica degli orchi, assimilandoli ad elfi, giganti e nani, tipici personaggi della mitologia norrena.

In realtà della Saga di Beowulf, copiata attorno all’anno 1000 da monaci amanuensi, non vi è traccia nelle fonti nordiche e ciò fa supporre che il poema sia stato composto sulla base di tradizioni orali con elementi non appartenenti alla cultura norrena. Infatti i mostruosi antagonisti del protagonisti vengono descritti come “Orcnèas” (dal latino Orcus e Nèas, ovvero “Cadavere, salma”), ovvero “Corpi di Orcus”. Ma chi era Orcus?

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Tra le divinità più arcaiche in cui credevano i Romani, vi erano due dei ctonî: Dite (o Dis Pater) e Orco. Dite era il generoso signore del sottosuolo, mentre Orco, di origine etrusca, regnava sugli inferi e le loro anime. Entrambe queste figure vennero in seguito assimilate con il dio Plutone, il quale a sua volta, presso i greci nient’altro era che l’aspetto “generoso” di Ade. Il mito narra che i ciclopi donarono a Plutone, alias Orco, un elmo magico che aveva il potere di renderlo invisibile (vi ricorda qualcosa?).
In epoca imperiale il termine Orcus passò ad indicare non più il dio, ma gli stessi inferi.

Tornando al Beowulf non è un caso che l’eroe, per sconfiggere l’Orcnèas Grendel, debba compiere un viaggio e scendere nell’antro subacqueo, tana del mostro. Oltre al fatto che l’ambiente descritto ricorda molto l’Ade, l’azione dell’eroe scandinavo sembra ricalcare quella dei tanti eroi della mitologia greca e romana, tra cui Enea, che si inoltrano nell’oltretomba, sconfiggono il mostro e tornano vincitori.
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Gli orchi tanto cari alla letteratura fantasy, quindi, non avrebbero origine prevalentemente nordica, quanto piuttosto mediterranea. Gli orchi “originali” sarebbero, quindi, cadaveri animati dal dio Orco, un qualcosa che richiama molto il Re dei Lich di warcraftiana memoria.

Adesso vallo a spiegare ai lettori che i verdi e zannuti orchi sono in realtà gli antenati degli zombie e per di più mediterranei!

2 pensieri riguardo “Orchi figli della mitologia norrena? Sfatiamo un mito.

  1. C’è solo un piccolo problema: esiste una lettera di Tolkien nella quale l’autore si dice sorpreso dal modo in cui venivano rappresentati gli orchi nelle illustrazioni dei fratelli Hildebrandt e basate sul suo romanzo. “Io li ho sempre immaginati come umani dai tratti mongolici”, dice più o meno Tolkien.
    Perché, io credo, alla base delle razze tolkieniane ci sono gli studi della Folk Lore Society, per i membri della quale gli elfi – ad esempio – erano imparentati con gli elementali dell’aria (e infatti non toccano terra quando camminano, e Legolas non affonda nella neve), mentre gli orchi delle leggende erano “turaniani”, vale a dire una memoria distorta degli invasori di ceppo turco e mongolico che avevano invaso l’occidente in epoca antica. Secondo loro.
    Non erano proprio a fuoco, i tizi della FLS – teniamo presente che secondo loro le sirene erano una memoria distorta di incontri di marinai fenici con lapponi in kayak. Ecco.
    Non c’è dubbio poi che il termine “orc” abbia radici classiche e mediterranee – ma gli orchi Tolkien se li immaginava come le armate di Gengiz Kahn.
    Gli orchi successivi, quindi, hanno un nome mediterraneo, e un look che dipende, soprattutto, dai Fratelli Hildebrandt, nonostante l’origine “tolkieniana”.

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