Ed ecco il mio terzo esperimento con i blog.

Dopo Kontemporaneo e Arcadicamente, i cui pochi post finivano puntalmente con lo sviare dal tema principale trattato dal sito, e dopo varie problematiche che mi hanno impedito di scrivere, ho deciso di ricominciare.

Di cosa si parla su Sopravvivenza Culturale? Di tutto ciò che riguarda la cultura, ovvero letteratura, arte, filosofia, musica, con qualche rubrica dedicata all’attualità e a qualche riflessione personale.

Vi starete chiedendo il perché questo blog si chiami “Sopravvivenza Culturale” e se non avete già chiuso la pagina e siete giunti fino a qui, vuol dire che fortunatamente  non fate parte della categoria di lettori di cui sto per parlarvi.

In uno studio condotto nel 2017 dall’agenzia IPSOS Mori, specializzata in ricerche di mercato, l’Italia si è piazzata al dodicesimo posto nella classifica dei paesi più soggetti “pericoli dovuti alla percezione errata che i cittadini di un certo paese hanno rispetto agli avvenimenti che avvengono nella realtà che li circonda“. Ma vi è addirittura un precedente dove, nel 2014, l’Italia era persino riuscita a piazzarsi tra le prime posizioni.

Nello stesso studio l’Italia è riuscita a posizionarsi dodicesima pure nell’utilizzo dei social network, in particolare Facebook. E forse non è un caso.

Uno dei pericoli più frequenti in cui si imbatte una persona ignorante o male informata che utilizza i social è costituito dalle fake news, appositamente divulgate da organizzazioni o singoli individui che hanno come fine ultimo il lucro o il sostegno politico e/o religioso. L’incontro tra l’user ignorante e la fake news può essere devastante. Pensate ai movimenti NoVax o agli scandali politici o ancora alla questione immigrati.

Per questo è di fondamentale importanza costituire un fronte di sopravvivenza culturale, per costituire una difesa solida contro il dilagare di ignoranza e analfabetismo funzionale.

L’apprendimento, l’informazione e la cultura sono l’unica arma di cui disponiamo per evitare il baratro di un’umanità intellettualmente piatta e alla mercé di nuovi dittatori.

Detto questo, vi auguro una buona lettura. Al prossimo articolo.

Un pensiero riguardo “Un nuovo inizio

  1. Personalmente, i social network mi terrorizzano. Li vedo come strumenti caotici e ingovernabili. Le fake news sono uno dei tanti aspetti che caratterizzano questi strumenti che, anziché unire, dividono e classificano gli individui secondo parametri e algoritmi. Per questo me ne sono allontanato.

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